venerdì 7 gennaio 2011

Il tempo del Melo


C'era una volta, tanto tanto tempo fa, un signore con delle orecchie molto grosse che per tutta la sua esistenza visse sotto un susino [anche se non si sa bene dove morì].
Erano gli anni delle lotte mortali negli Stati Combattenti.
C'era chi passava i propri giorni cercando un posto sicuro tra le macerie dover poter trascorrere la notte, per poi svegliarsi al mattino e cercarne un altro per il buio successivo. C'era chi invece si armava di tutto punto e doveva stare attento a come sedersi per non farsi saltare in aria o spararsi addosso. E ancora, c'era chi preferiva starsene lontano, sotto un prugno, a guardare.
Non ha senso scappare, pensava. E' un esistere senza esistere.
Non ha senso uccidere, per difendersi o farsi valere. E' un [r]esistere contro l'esistere.
Non ha senso fare molte cose, quando tutto intorno c'è desolazione e malessere, perché qualsiasi cosa si scelga di fare, renderebbe la propria persona attiva in un quadro che a mente lucida si vorrebbe disconoscere.
Così, questo vecchio ragazzo, o venerabile Maestro [come venne chiamato più avanti] decise di non agire, per esistere.

La Medicina Tradizionale Cinese offre dei punti di vista interessanti a proposito del Wei-WuWei.
Dice che c'è il non agire del Cuore, o come lo chiamano loro, dell'Imperatore. Che non è un'inerzia, ma più semplicemente "la forza di consentire a ogni essere di crescere e svilupparsi secondo le leggi naturali insite in ciascuno e secondo il proprio personale itinerario, scoperto nella chiarezza e nella verità". Senza interferire, dunque. Liberi tutti, e vediamo veramente di che pasta siamo fatti.
E poi dice che c'è l'agire del Rene, che non ha nulla a che vedere con la forza del Cuore, ma anzi, con il suo contrario. La modalità del suo governo è la saggezza, che tutto lascia scorrere fluidamente, senza attaccamenti o opposizioni, secondo l'inclinazione del terreno. "Vuota di forma, così come è vuoto il cuore del saggio, in cui tutto passa e nulla si ferma".

Quindi quando tutto intorno fa schifo, quando accadono cose a cui non si vorrebbe credere, quando c'è qualcosa che fa male tanto, quando si rimane attoniti e non si sa più da che parte prendere, quando non si capisce il perché, quando ci si sente davvero disarmati. L'importante è non scappare. E soprattutto, non uccidere. Forse conviene scegliersi un bell'alberello, il più in alto possibile, e non-fare-nulla.

E farlo con il Cuore.
O con il Rene.

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