mercoledì 1 dicembre 2010

Okuto

C'era una volta, nel lontano paese di Okuto, una principessa.
Era molto bella, e come tutte le principesse molto belle viveva relegata nella stanza più alta della torre più inaccessibile del castello più difficile da raggiungere di tutta la terra [e non solo].
Chi ce l'aveva messa lì era la sua matrigna, invidiosa e gelosa dell'amore che la principessa provava, ricambiata, per un giovane e aitante cavaliere che avrebbe tanto voluto chiedere la sua mano in dono. 
I due amanti, però, avevano un segreto per vedersi: ogni notte, il coraggioso cavaliere guardava il cielo, vedeva le stelle, ne univa i puntini e saliva per questa scala di fili immaginari fin susu verso la finestrella, sempre aperta, della sua adorata.
Ma poi un giorno accade che, non si sa come non si sa perchè, la matrigna scopre la loro magia e decide di non far scendere più la notte. Niente più stelle, niente più scale.

La principessa è triste, e piange per tutto il tempo. Il giovane, dal canto suo, non se la passa meglio e trascorre tutte le sue giornate rinchiuso nell'osteria del borgo, a cercare con impazienza una soluzione per poter rivedere la sua amata.
Finalmente un giorno, tra un bicchiere di vino e una boccata di sigaro, arriva il colpo di genio: l'intrepido innamorato decide di nascondersi tra le cornina della giraffa più alta di tutta la terra, con le gambe più lunghe di tutti i mari e il cuore più buono del latte appena munto [e non solo].
E così di giorno, tutti i giorni, più volte al giorno, il giovane può tornare ad affacciarsi alla finestrella, sempre aperta, della bella principessa, per baciarla, ripetutamente, alla facciazza della stupida matrigna.

Poi finalmente qualcuno, o qualcosa, muore. E vissero tutti felici e contenti [giraffe comprese].

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